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Secondo le ultime stime è quasi il 50%
della popolazione ad essere predisposto geneticamente
a sviluppare forme allergiche. dalla rinite, alla
rinocongiuntivite, all’asma bronchiale,all’orticaria,
alla dermatite.
Non ne sono esenti gli sportivi, è stato
riportato che alle Olimpiadi a Sidney nel 2000,
circa il 30% degli atleti che vi partecipavano
ne soffriva.
Viene chiamata allergia una reazione anomala del
sistema immunitario che quando viene a contatto
con antigeni innocui per gran parte della popolazione,
causa una forte reazione infiammatoria acuta.
In generale, i disturbi allergici interessano
gli organi più esposti agli antigeni esterni
come la pelle e le vie respiratorie. ma si possono
avere anche reazioni allergiche che interessano
tutto l’organismo come si verifica quando
un allergene per esempio un farmaco arriva nella
circolazione sanguigna. In questa sede tratteremo
alcuni aspetti relativi all’insorgenza e
relativi trattamenti di reazioni allergiche da
pollinosi tanto frequenti in questa stagione (polline
dei pioppi, delle graminacee,dell’ambrosia…..)e
che non pochi problemi possono creare a chi ne
è predisposto e che pratica attività
sportiva all’aria aperta.
Per chi soffre di queste allergie è sufficiente
respirare polline per un minuto soltanto e dopo
qualche istante comincerà a starnutire,
avere il naso gonfio e gocciolante e occhi lacrimosi.
l’asme in questi casiè il più
penoso tra i disturbi provocati dall’allergia:
i piccoli bronchi si restringono rendendo difficoltosa
la respirazione.
Le principali manifestazioni a seguito di reazioni
allergiche da pollinosi sono, seguendo gli stadi
di gravità:
la rinite,(aumento della secrezione nasale,starnuti
ripetuti e ostruzione nasale)
la rinocongiuntivite,(rinite, congiuntivite,bruciore
della gola e a volte febbre,prostazione)
l’asma bronchiale,(difficoltà respiratorie,
tosse espettorazione, insufficienza respiratoria)
La terapia farmacologia nell’atleta con
patologia allergica da pollinosi deve comportare
il più alto rapporto beneficio terapeutico
e rischio eventi avversi pertanto deve da una
parte mirare rapidamente alla risoluzione della
sintomatologia dall’altra ridurre lo stato
infiammatorio. Il trattamento farmacologico si
avvale di una o più delle seguenti categorie
di farmaci (tra parentesi riportano alcuni dei
relativi principi attivi) o associazioni delle
stesse a seconda della gravità delle manifestazioni:
gli antistaminici (clorfenamina, cetrizina,…)
i beta 2-agonisti (salbutamolo, terbutalina, salmeterolo,
formoterolo,…)
i teofillinici (teofillina, aminofillina,…)
gli anticolinergici (ipatropium, oxitropium,…)
i cromoni (sodiocromoglicato, sodionedocromile)
i corticosteroidi. (beclometasone, budesonide,
flunisolide, fluticasone,…)
gli antileucotrienici,(zafirlucast, montelucast,…)
Infine si può ricorrere a una tecnica chiamata
desensibilizzazione atta ad indurre attraverso
la somministrazione di piccole dosi dell’allergene
responsabile l’allergia, una tolleranza
grazie alla quale il sistema immunitario non scatena
una risposta allergica quando viene a contatto
con quantità maggiori dell’allergene
stesso.
Molti di questi farmaci sono assoggettati alle
norme antidoping dalla Commissione medica del
CIO.
Tali norme prevedono ad esempio che chi pratica
sport e può essere soggetto a controlli
antidoping,non deve assumere per via orale beta2-
agonisti, anticolinergici, cromoni, corticosteroidi
e per via inalatoria teofillinici, pena risultare
positivo ad un controllo antidoping. Vie diverse
da quelle citate sono permesse
In ogni caso per tutte queste sostanze definite
dalle norme antidoping“a restrizione d’uso”,
è necessaria un’adeguata certificazione
medica che l’atleta deve esibire alla Commissione
medica preposta all’anti-doping prima di
competizioni o controlli a sorpresa.
La certificazione deve essere compilata con scrupolosa
e esaustiva meticolosità della diagnosi,
del farmaco in uso e sue modalità di terapia.
Il danno che può derivare ad un’atleta
da una prescrizione o dall’utilizzo di sostanze
proibite o dall’assunzione di farmaci permessi
per via diversa da quella indicata(leggi ad esempio
cortisonici per via sistemica) può costare
sanzioni severe.
Pertanto è buona norma che il trattamento,
anche di una semplice ma fastidiosa rinite allergica,
prescritto ad un’atleta, sia sempre redatto
da un medico al corrente delle norme CIO.
La varietà dei prodotti in commercio impone
comunque che l’atleta verifichi sempre con
un medico o un farmacista che il prodotto che
deve assunto non contenga sostanze vietate.
Tra l’altro la legge n°376 del 2000
antidoping dispone che tutti gli involucri di
farmaci contenenti sostanze vietate devono recare
un apposito contrassegno e sui relativi fogli
illustrativi deve essere inserito il paragrafo”Precauzioni
per coloro che praticano attività sportiva”.
Attenzione a preparazioni galeniche, officinali,
erboristiche che possono contenere principi attivi
vietati.
Attenzione ai preparati che pur essendo acquistabili
nelle farmacie senza bisogno di ricetta medica
contengono sostanze vietate come l’efedrina,
la pseudoefedrina, la fenilpropolamina, la codeina…………
In attesa che le ricerche identifichino sostanze
come il cosiddetto “fattore soppressore
dell’allergia”in grado di bloccare
la produzione di immunoglobulineE responsabili
dei fenomeni allergici, un consiglio“attenzione,ci
vuole naso per non sbagliare”.
del 30 Aprile 2007.
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