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Le allergie nello sport: attenzione ci vuole naso!
A cura del dott. Marcello Ghizzo

Secondo le ultime stime è quasi il 50% della popolazione ad essere predisposto geneticamente a sviluppare forme allergiche. dalla rinite, alla rinocongiuntivite, all’asma bronchiale,all’orticaria, alla dermatite.
Non ne sono esenti gli sportivi, è stato riportato che alle Olimpiadi a Sidney nel 2000, circa il 30% degli atleti che vi partecipavano ne soffriva.
Viene chiamata allergia una reazione anomala del sistema immunitario che quando viene a contatto con antigeni innocui per gran parte della popolazione, causa una forte reazione infiammatoria acuta. In generale, i disturbi allergici interessano gli organi più esposti agli antigeni esterni come la pelle e le vie respiratorie. ma si possono avere anche reazioni allergiche che interessano tutto l’organismo come si verifica quando un allergene per esempio un farmaco arriva nella circolazione sanguigna. In questa sede tratteremo alcuni aspetti relativi all’insorgenza e relativi trattamenti di reazioni allergiche da pollinosi tanto frequenti in questa stagione (polline dei pioppi, delle graminacee,dell’ambrosia…..)e che non pochi problemi possono creare a chi ne è predisposto e che pratica attività sportiva all’aria aperta.
Per chi soffre di queste allergie è sufficiente respirare polline per un minuto soltanto e dopo qualche istante comincerà a starnutire, avere il naso gonfio e gocciolante e occhi lacrimosi. l’asme in questi casiè il più penoso tra i disturbi provocati dall’allergia: i piccoli bronchi si restringono rendendo difficoltosa la respirazione.
Le principali manifestazioni a seguito di reazioni allergiche da pollinosi sono, seguendo gli stadi di gravità:
la rinite,(aumento della secrezione nasale,starnuti ripetuti e ostruzione nasale)
la rinocongiuntivite,(rinite, congiuntivite,bruciore della gola e a volte febbre,prostazione)
l’asma bronchiale,(difficoltà respiratorie, tosse espettorazione, insufficienza respiratoria)
La terapia farmacologia nell’atleta con patologia allergica da pollinosi deve comportare il più alto rapporto beneficio terapeutico e rischio eventi avversi pertanto deve da una parte mirare rapidamente alla risoluzione della sintomatologia dall’altra ridurre lo stato infiammatorio. Il trattamento farmacologico si avvale di una o più delle seguenti categorie di farmaci (tra parentesi riportano alcuni dei relativi principi attivi) o associazioni delle stesse a seconda della gravità delle manifestazioni:
gli antistaminici (clorfenamina, cetrizina,…)
i beta 2-agonisti (salbutamolo, terbutalina, salmeterolo, formoterolo,…)
i teofillinici (teofillina, aminofillina,…)
gli anticolinergici (ipatropium, oxitropium,…)
i cromoni (sodiocromoglicato, sodionedocromile)
i corticosteroidi. (beclometasone, budesonide, flunisolide, fluticasone,…)
gli antileucotrienici,(zafirlucast, montelucast,…)
Infine si può ricorrere a una tecnica chiamata desensibilizzazione atta ad indurre attraverso la somministrazione di piccole dosi dell’allergene responsabile l’allergia, una tolleranza grazie alla quale il sistema immunitario non scatena una risposta allergica quando viene a contatto con quantità maggiori dell’allergene stesso.
Molti di questi farmaci sono assoggettati alle norme antidoping dalla Commissione medica del CIO.
Tali norme prevedono ad esempio che chi pratica sport e può essere soggetto a controlli antidoping,non deve assumere per via orale beta2- agonisti, anticolinergici, cromoni, corticosteroidi e per via inalatoria teofillinici, pena risultare positivo ad un controllo antidoping. Vie diverse da quelle citate sono permesse
In ogni caso per tutte queste sostanze definite dalle norme antidoping“a restrizione d’uso”, è necessaria un’adeguata certificazione medica che l’atleta deve esibire alla Commissione medica preposta all’anti-doping prima di competizioni o controlli a sorpresa.
La certificazione deve essere compilata con scrupolosa e esaustiva meticolosità della diagnosi, del farmaco in uso e sue modalità di terapia.
Il danno che può derivare ad un’atleta da una prescrizione o dall’utilizzo di sostanze proibite o dall’assunzione di farmaci permessi per via diversa da quella indicata(leggi ad esempio cortisonici per via sistemica) può costare sanzioni severe.
Pertanto è buona norma che il trattamento, anche di una semplice ma fastidiosa rinite allergica, prescritto ad un’atleta, sia sempre redatto da un medico al corrente delle norme CIO.
La varietà dei prodotti in commercio impone comunque che l’atleta verifichi sempre con un medico o un farmacista che il prodotto che deve assunto non contenga sostanze vietate.
Tra l’altro la legge n°376 del 2000 antidoping dispone che tutti gli involucri di farmaci contenenti sostanze vietate devono recare un apposito contrassegno e sui relativi fogli illustrativi deve essere inserito il paragrafo”Precauzioni per coloro che praticano attività sportiva”.
Attenzione a preparazioni galeniche, officinali, erboristiche che possono contenere principi attivi vietati.
Attenzione ai preparati che pur essendo acquistabili nelle farmacie senza bisogno di ricetta medica contengono sostanze vietate come l’efedrina, la pseudoefedrina, la fenilpropolamina, la codeina…………
In attesa che le ricerche identifichino sostanze come il cosiddetto “fattore soppressore dell’allergia”in grado di bloccare la produzione di immunoglobulineE responsabili dei fenomeni allergici, un consiglio“attenzione,ci vuole naso per non sbagliare”.
del 30 Aprile 2007.



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